Quest’anno le collezioni proposte per la bella stagione ci permettono di intraprendere un vero e proprio viaggio attorno al mondo. Dall’Italia si parte per la Cina con due creativi d’eccezione, Marc Jacobs per Louis Vuitton e Alberta Ferretti con la linea Philosophy. I famosi bauli monogrammati stavolta serviranno a portarci in ambientazioni lussuriose dalle luci soffuse con motivi decò dorati che si stagliano sulla ceralacca nera. I tradizionali cheongsam lunghi alle caviglie diventano armi di seduzione: spacchi vertiginosi mettono in mostra le gambe, tessuti lucidi come satin e raso si impreziosiscono con ondeggianti applicazioni di paillettes e perline, mentre gilet smanicati dai rigidi colletti alla coreana, si aprono gradualmente con piccoli alamari neri in un trionfo sensuale di pizzo abbinato a orecchini e ventagli con pendenti di frange. Di ispirazione pop e moderna la ragazza Philosophy, i cheongsam attillati con spacchetti alla Suzie Wong si accorciano a mezza coscia ed esplodono in ricami e stampe a tema floreale o con dragoni. Gli accessori della tradizione popolare diventano ironici capricci femminili: dalle platform ton sur ton, alle pochette rigide nelle stesse fantasie dell’abito, per finire con copricapi a pagoda decorati sia esternamente che internamente.
Sorvolando l’Asia è il momento di passare in Africa e con la sfilata celebrativa dei quaranta anni di carriera di Roberto Cavalli siamo nella giungla in cui le donne selvagge e predatrici sono le vere regine. I vestiti sono un inno perpetuo a madre natura, pants di pelle intrecciati con frange lunghissime si abbinano a sete e chiffon dei top con applicazioni di preziosi che simulano le squame di pitoni e coccodrilli o gli eleganti manti maculati dei leopardi.
Spostandoci più a nord troviamo il deserto del Sahara e la nomade femme bleue di Giorgio Armani, affiancata dal suo possente uomo, sembra invitarci nella tribù. Il blu viene interpretato in tutte le sue possibili sfumature e declinazioni: copricapi, mantelli, sandali e scarpe raso terra, sono solo parte della rilettura contemporanea effettuata da re Giorgio sui costumi dei Tuareg, aggiungendo un tocco occidentale nella cura sartoriale per le giacche strette in vita e per i pantaloni di taglio maschile. Obbligatoria, poi, la sosta nei lussuosissimi resort Marocchini, estemporanei luoghi di relax tra caotici mercati, affollate moschee, enormi mausolei e resti archeologici. Una location ideale per la globetrotter Gucci che declina le tradizionali lavorazioni toscane, quali pelletteria e sartoria, in un mix esotico dai colori brillanti con pantaloni harem stretti alla caviglia e avvitati con cinturoni di corde e nappine. Per la sera, leggere tute di seta con pettorine adornate di gioielli e intrecci mosaicati o abiti totem ricchi di piume e applicazioni che strizzano l’occhio alle culture dei nativi d’oltreoceano.
E’ infatti con un immaginario balzo transatlantico che ci spostiamo in America Latina, grande fonte d’ispirazione per la collezione Prada. Una versione contemporanea di Carmen Miranda percorre la passerella, motivi decorativi di un improbabile stile barocco latineggiante, con tanto di banane e scimmie danzanti, si contrappongono alle righe orizzontali tipicamente messicane presenti anche nel sombrero. Curve e volute sono ridondanti non solo sugli stampati degli abiti, ma anche su zeppe, occhiali, sopracciglia, capigliatura e rivelano la gioia contagiosa del popolo latino.
Ritornando verso casa, ci fermiamo in Andalusia ad ammirare le cavallerizze di Jean Paul Gaultier per Hermès , che dopo sette anni di collaborazione ha concluso il suo rapporto con la maison francese celebrandone le origini di laboratorio artigianale di selleria per l’alta società. La terra battuta, i cavalli, i cappelli a tesa larga e i frustini sono il riferimento alle tradizionali cavallerizze andaluse, riviste come amazzoni sensuali in pelle nera o come pacate signore bene con gonne lunghe alla caviglia, ma con un’esuberante componente di sana competitività sportiva.
Finalmente facciamo ritorno al nostro bel paese. Visto che la primavera è in piena fioritura possiamo goderci la pace e la tranquillità di un hortus conclusus fiorentino la cui vegetazione è presente sulle leggerissime creazioni di Alberta Ferretti. Sembra infatti di vedere la Flora botticelliana dalle vesti trasparenti, mentre getta manciate di rose e altri fiori inneggiando alla bella stagione.
Per l’estate che incalza invece possiamo spostarci più a sud in Costiera Amalfitana, grazie a Moschino Cheap & Chic che tempesta vaporosi abitini bon ton con stampati di enormi limoni tipici della zona campana e adorna il collo con vistosi rametti di corallo bianco. Sulla stessa linea di pensiero Stella Mc Cartney che preferisce silhouette ampie e decisamente oversize stampandovici su sfondo bianco non solo limoni, ma anche tutti gli altri agrumi tipici della Sicilia. Il primato del legame più forte con la Sicilia, però, è detenuto sicuramente dalla coppia creativa Dolce & Gabbana che amano rovistare nei vecchi bauli di famiglia per riscoprire la tradizione dei candidi corredi matrimoniali riccamente ornati con pizzi e merletti o carpire i segreti della sartoria anni ’40 ben evidenti nei completi dalla vita stretta.
Infine, per chi non fosse contento del viaggio intrapreso, Jean Paul Gaultier, questa volta per la sua linea omonima, propone una spedizione nello spazio con stampe di paesaggi lunari, marziani e intergalattici da vedere rigorosamente con occhiali 3D.
Alessandro Masetti, blogger di The fashion commentator






Bellissimo! credi non è il solito complimento di routine .
mentre leggevo socchiudevo gli occhi e mi sembrava di viaggiare , di respirare l’essenza e la cultura di quei luoghi, pensando di avere un enorme bagaglio con un guardaroba dal quale poter attingere nelle varie tappe , certa di trovare tutto ciò che mi avrebbe fatta sentire in perfetta armonia: eleganza, bellezza e tradizioni.
ave