Per arrivare in una delle zone più famose al mondo di Tokyo, vi propongo un percorso a piedi di circa venti minuti, (30 ore se vi fermate ad ogni negozietto) dalla stazione di Yoyogihachiman, un lungo viale vi porterà direttamente nel cuore pulsante della moda giapponese.
Non andateci da soli, mi raccomando, portatevi un’amica. Solo così potrete capire le varie personalità che albergano in una persona. Davanti alla biglietteria della stazione di Yoyogihachiman c’è un Fresh Burger, una specie di Mc Donald’s più a buon mercato, e un tabaccaio.
Questo sarà il vostro punto di partenza. Vi propongo prima della camminata un hamburger con salsa teriyaki e, se siete fortunati, la birra blu di Hokkaido, quella con la spirulina come ingrediente.
Neanche il tempo di partire e sarete subito incuriositi dal panettiere che mostra in vetrina panini dolci e salati unti e straunti ma buonissimi da mangiare.

Mettetevi due polpette in tasca della gastronomia di fianco e cercate di non fermarvi ogni tre minuti.
Impossibile non farlo.
Ogni vetrina è un desiderio, ogni pietanza un languorino. Neanche mille passi e si è travolti da miriadi di provviste tipiche giapponesi.
Dalle caramelle di Rilakkuma, l’orsetto giapponese più carino di Hello Kitty, agli onigiri (le polpette di riso) al gusto di tonno, salmone e se siete sfortunati all’umeboshi: la prugna giapponese! Ovviamente la mia amica è rimasta intossicata da questo frutto e credeva che il ripieno fosse al gusto di nutria. Ricordate che i sapori giapponesi sono intensi e delicati al tempo stesso, completamente diversi da quelli occidentali.
Prima del grande incrocio potrete assaggiare tempura buonissime o spiedini di carne, mentre i ristoranti di soba sono quelli più onnipresenti, ce ne sono talmente tanti che a fine giornata ti ritrovi gli spaghetti in testa al posto dei capelli.
Ovviamente il calo di zuccheri è sempre dietro l’angolo nelle grandi città.
Fermatevi da Doutor, che non è “dottore” in milanese ma una catena di coffee shop.
La mia bevanda preferita è il matcha latte, cappuccino senza caffè ma con polvere di the verde che gli dà quel gusto d’erba appena tagliata, o almeno questo è quello che pensava la mia “socia”.
Lei preferiva bere un concentrato di calorie e grassi fatto di latte, marshmallow, caramello e zucchero liquido. Una bomba calorica o veleno per diabetici.
Lawson è uno dei primi mini market che incontrerete sulla strada. Questi piccoli supermercati sono detti “combini”, e sono aperti 24 ore su 24. Insieme a Family Mart, Seven Eleven e Am-Pm, ne fanno una vetrina per turisti, perché anche i supermarket diventano dei luoghi di shopping.
Dalle bevande più assurde, ai biscottini più stravaganti e golosi! Fatevi la scorta di noodle istantanei, gli spaghetti liofilizzati, e prendetevi tutto il kit per la colazione, perché in Giappone non si mangia latte e biscotti alla mattina.
Bene, se avete speso già tutti i soldi solamente in prodotti di prima necessità, state tranquilli, a metà strada troverete una Posta con un bancomat in due lingue.
Stranamente c’è un solo negozio di Toys su questa strada, ma con delle Action Figures a grandezza umana a forma di Doraemon, Alien e dei 4 Beatles.
Ci sono alcuni ristorantini finto italiano con il menù pieno di errori grammaticali, c’è la lavanderia a gettoni iper tecnologica e, se state attenti, da qualche locale sentirete cantare qualcuno che ha alzato il gomito.
Ancora dieci minuti di strada fra librerie di design e negozietti per la casa, e vedrete aprirsi davanti a voi l’immensa Shibuya.
Un sussulto al cuore e un misto di ansia vi colpirà, perché Shibuya non è un luogo, ma uno stato mentale.
Gabriele de Risi, blogger di Portinaio d’Altri Mondi




