L’incrocio di Shibuya è uno dei luoghi più famosi del Sol Levante, ma senza la dovuta attenzione vi possono capitare cose inaudite.
Se non tenete ben stretto vostro figlio, per esempio, in un attimo potreste trovarlo scambiato con un pokemon. Se vi fermate in mezzo alla strada mentre il semaforo è verde, potreste finire travolti dalla massa e trascinati in qualche ufficio giapponese. Infine, se il tempo è dei peggiori e senza riflessi da uomo ragno verrete trafitti dagli ombrelli, ma potreste sempre urlare al miracolo, perché su di voi appariranno stigmate e ferite di ogni genere.
Mettetevi subito seduti davanti alla statua del famoso cane Hachiko e gustatevi un gelato al the verde o un frappuccino di Starbucks, guardate tutti i passanti camminare velocemente e contate le ragazze che cadono dai loro tacchi esagerati. (Io una volta ne ho viste tre volare da stiletti di 18 centimetri…)
A Shibuya è festa tutte le sere. Gente che urla, che spende senza ritegno, che broccola dietro alle ragazzine, e che si perde nei negozi più fashion.
Se avete qualcuno che comprende il giapponese, correte subito a farvi le purikura, ovvero le foto piccoline adesive da appiccicare ovunque.
Mettetevi in posa e…click! Apparirete ringiovaniti di 200 anni, con la pelle liscia e tanti pupazzetti, stelline, e perline che decorano la vostra immagine levigata.
Fate attenzione però agli spogliatoi che ci sono vicino alle macchine delle foto, dove vedrete ragazze scialbe e demodè entrare con il trolley, per poi uscire travestite da spose cadaveri o principesse della primavera!
Le sale giochi sono un attacco di massa ai vostri apparati uditivi. Se il cervello ve lo permetterà ancora, potrete vincere pupazzi e peluches di ogni genere e se siete allenati anche una gara di Super Mario Kart.
I karaoke si sprecano e non potete andarvene dal Giappone senza aver cantato come i pazzi. Ma non cercate Laura Pausini o Gigi D’Alessio, perché l’unica canzone italiana che ho trovato è stata “Nessun Dorma”. Quindi a meno che non siate dei soprani, buttatevi sugli internazionali tipo Britney Spears o Robbie Williams.
La magia di questo luogo è che se voi pensate ad una cosa, quella cosa appare.
Volete un braccialetto con una ventola applicata che spruzza profumo di limone così da coprire i cattivi odori di sudore durante lo sport? Esiste! Nella catena di negozi Don Quijote, troverete tutto l’occorrente per diventare pacchiani, tamarri e amanti del trash.
Piani e piani di prodotti di ogni tipo: dalle unghie finte affilatissime come i Miracle Blades, ai costumi da scolaretta sexy, dalle seppie sotto vuoto e sotto sale, a chilometri di caramelle di ogni gusto, ai divani improbabili (che neanche nel reparto occasioni dell’Ikea troverete) e agli stereo più rumorosi e allucinanti mai stati creati. Il bello di questo negozio è che sta aperto 24 ore su 24, salvo venti minuti per far respirare i commessi e mettere a posto i reparti.

Di fianco al Don Quijote c’è il Segafredo caffè, luogo dove trovare un po’ di “italianità” (a parte la musica in diffusione che sembra Radio Italia negli anni 90!). Bevete il buonissimo “Mezzo Mezzo”, ovvero caffè e cioccolata a strati, e ascoltate i discorsi dei vostri connazionali al tavolo di fianco. Con discrezione ovviamente!
Tōkyū Hands è un altro enorme Department Store dove troverete tutto per la casa e non solo. Dieci piani di assoluta follia: dalle maschere a forma di Onigiri ai costumi di Mazinga, dai bento più colorati alle lampadine per la casa.
Vi piacerebbe avere una maglietta con la vostra maghetta – cantante preferita degli anni 80? State pensando a Creamy vero?
Correte ai magazzini LaForet, tra Omotesando ed Harajuku (molto vicini a Shibuya) uno dei luoghi più cool di tutta Tokyo, ma che dico Tokyo di tutto il mondo!
Uscirete con le palpebre rivoltate e il collo girato a 180 gradi, per trovarvi di fronte Uniqlo, un altro must della moda economica giapponese.
Se la testa non vi rotolerà per strada, divertitevi nei mille negozi vintage e in quelli di sneakers, mangiatevi le unghie, e controllate di non aver perso qualcuno per strada.
Da Shibuya non si esce vivi, quindi lasciate a casa la carta di credito ma non i documenti. Permetterete così ai passanti di identificare l’ennesima vittima della moda giapponese.
Gabriele de Risi, blogger di Portinaio d’altri mondi.






ecco Tokyo mi piacerebbe! credo consumerei batterie su batterie di macchina fotografica (un po’ come i giapponesi delle barzellette anni ottanta). insomma ne vale la pena o è uno di quei viaggi da dove torni con il mal di testa e il conto corrente prosciugato?
Complimenti Gabriele, bellissimo post!
Pare siano state scattate 3600 foto…non da me, ma dalla mia compagna di viaggio, che non si è più ripresa! Come il mio conto corrente!