C’è poco da fare. Pagine e pagine di libri, articoli di giornale, fotografie e racconti degli amici non varranno mai l’esperienza diretta. Per narrare un luogo occorre attraversalo, viverlo in prima persona, captare e registrare ogni singola sensazione.
E così che il 20 marzo 2010 mi ritrovo davanti al numero 54-56 di Great Eastern Street, nell’East End londinese. Sono le 9 di sabato sera e le strade brulicano di ragazzi che si muovono fra caseggiati squadrati e diroccati; l’aria è elettrica, distorta, valvolare sotto le luci calde dei neon che illuminano vecchi mattoni arancioni e le bianche scritte gettate sui muri.

Davanti a noi una porta di legno e carbone: così si presenta la nostra cena. Abbiamo infatti un tavolo prenotato al Great Eastern Dining Room, un ristorante pan-asiatico molto di moda a Londra, collocato nella vibrante zona di Hoxton.
Entriamo e in un attimo la mia astratta immagine mentale del concetto di melting-pot si frantuma in mille pezzi. Ci incamminiamo fra tavoli gremiti ed etnie festanti, trovando il nostro posto al fianco di un’allegra compagnia di africani e una tipica famiglia wasp dal portamento quasi vittoriano.

Ci lasciamo servire e consigliare le pietanze dalla deliziosa pronuncia inglese di una cameriera parigina e approfittiamo dell’incredibile gentilezza del PR caraibico che con due touch sul suo i-Phone ci mostra la nostra posizione e ci suggerisce locali per il dopo cena. Attorno è tutta una babele di suoni speziati, piccanti, esotici. La carne, il pesce e il riso sulla tavola vivono la loro breve vita mentre ci lasciamo contagiare dall’atmosfera densa e liberatoria della Dining Room.
Questo è il multiculturalismo, questa è l’anima più autentica di Londra, la sua bellezza e la sua forza inattaccabile. Questa è Great Eastern Street, il cuore di un sogno possibile chiamato East End.
Luca, blogger di Le parole impresse.





Swinging London…!
[...] blogger oggi non è niente male. Prendo spunto dal recente vagabondare di alcune parole impresse in altri luoghi, per tessere, non senza un pizzico di orgoglio di categoria, le lodi della scrittura [...]