Ricorderò il 2010 come l’anno del 3D: dopo Avatar ho inforcato i “discussi” occhiali magici e mi sono immersa nel mondo di Alice. Occhiali o non occhiali, Alice che cresce e si rimpiccolisce in continuazione, il Brucaliffo e lo Stregatto, Pinco Panco e Panco Pinco e tutti gli altri creano un grande senso di instabilità ed un leggero mal di pancia.
Non ho mai provato una grande simpatia per Alice. Ricordo che mia mamma fu costretta a portarmi via dal cinema, a pochi minuti dall’inizio del cartone animato, perché ero spaventata dalle dimensioni di Alice. Ne sono passati di anni (e Alice non mi fa più paura: giuro!), ma , ancora una volta, il film non mi ha convinta.
Non sono neanche rimasta affascinata da Johnny Depp, tanto era nascosto sotto il trucco e il suo cappello. Brava Mia Wasikowska, Alice, e particolarmente adatta al ruolo Helena Bonham Carter, la Regina di Cuori: per il resto non mi sembra che nessuno abbia brillato particolarmente. Almeno secondo me!





Nonostante Angelux sia la mia cine coach preferita, devo dire di non essere proprio d’accordo con queste sensazioni. Sarà che Alice nel paese delle meraviglie è sempre stato uno dei miei classici preferiti, sarà che nutro simpatia per la formazione Depp-Hathaway… e Burton, beh Burton è un affetto motivato
insomma sarà un pò di tutto, ma a me Alice è piaciuto e con un pò di fantasia ho trovato nelle “6 cose impossibili prima di colazione” un simpatico spunto di riflessione!
ok, non sarò proprio oggettiva, ma come resistere agli occhioni dello stregatto?!