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RECENSIONE: Soul Kitchen

Soul Kitchen è un ristorante di periferia, di proprietà di Zinos, Adam Bousdoukos tedesco di origine turca, che vive un periodo decisamente sfortunato: un’improvvisa ernia lo costringe a lasciare la cucina ed assumere un cuoco, a dir poco stravagante, la sua fidanzata, Nadine,  lo “abbandona” per trasferirsi a Shanghai a lavorare come giornalista mentre un suo ex-compagno di scuola, immobiliarista di successo, vuole a tutti costi sottrargli il locale.

Ad aggravare la situazione del Soul Kitchen (e di Zinos) arriva suo fratello, in libertà condizionata, che ha bisogno di un lavoro di “copertura” per poter accorciare la sua pena carceraria.
Non tutto è perduto: sistemata l’ernia grazie all’intervento di uno strano personaggio greco, Zinos mette in campo tutte le sue carte per il Soul Kitchen…e non solo!

Carino, divertente, a volte un po’ eccessivo, Soul Kitchen è una bella storia di immigrazione ed integrazione, che premia la perseveranza e i progetti di vita.
Un ritmo appassionato ed una buona colonna sonora, completano Soul Kitchen.

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1 Commento al post “RECENSIONE: Soul Kitchen”

27 febbraio 19:27 | sasa

surreale, divertente, battute spassose e di gran ritmo (visto in originale è meglio), musica ‘spassosa’ e un happy-end anche per chi non è proprio ‘politicamente corretto’. evviva!


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