
La Prima Cosa Bella: avete presente Avatar? Bene, l’esatto contrario! Fantasia contro realtà, colossal americano contro cinema italiano, immagini digitali contro dettagli quotidiani. Non credo sia un caso che i due film siano usciti nello stesso giorno, come a voler accontentare tutti gli spettatori, “tecnologici” o “romantici” che siano (passatemi la generalizzazione)!
La Prima Cosa Bella è la storia di Bruno, Valerio Mastandrea, giovane insoddisfatto (Mamma, perché sono così infelice? – recita Mastandrea) che, a causa della malattia della mamma, una bravissima Stefania Sandrelli, è costretto a far ritorno nella sua città natale, Livorno.
Il ritorno è un viaggi nel tempo, nella sua infanzia segnata da una madre bellissima (Micaela Ramazzotti, la Sandrelli da giovane), un padre geloso, la sorella minore (Claudia Pandolfi), in pieni anni ’70, sulle note de La Prima Cosa Bella di Nicola di Bari.
La regia di Virzì è magistrale: con uno sguardo delicato entra nelle vite dei protagonisti, saltando dal presente al passato con grande abilità. E la recitazione è di grande livello: persino la Pandolfi che a me non piace particolarmente.
Era tempo che un film non mi coinvolgeva così tanto: alcune scene continuano a tornarmi in mente ancora, a distanza di giorni. Sarà perché la Prima Cosa Bella è una storia reale, una storia di provincia, una storia che inizia negli anni ’70.
Dimenticavo: portatevi i fazzoletti, lacrime di commozione assicurate!



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Virzì e Livorno: un’accoppiata vincente!
che bello!