Lo sport può cambiare la vita delle persone, questo lo slogan della manifestazione che dal 6 al 13 settembre si svolgerà a Milano all’interno di Parco Sempione e nell’Arena Civica che, per l’occasione, ritornerà ad ospitare gare calcistiche di portata internazionale.
La Homeless World Cup è un torneo calcistico unico al mondo perché le squadre sono formate interamente da persone senza fissa dimora e con problemi sociali più o meno gravi. Lo scopo dell’organizzazione è infatti quello di incoraggiare gli homeless a cambiare la loro vita insegnando valori come l’impegno, la collaborazione e la forza di volontà che fanno naturalmente parte del gioco del calcio.
Dati alla mano, l’impegno umanitario della Homeless World Cup, dal 2003 porta il 70% dei giocatori a cambiare vita, un risultato incredibile ma soprattutto concreto, che spinge gli organizzatori a fare sempre di più, impegnandosi per dare visibilità al fenomeno presso governi, media, cittadini e opinion leader, perché si possano trovare soluzioni sempre migliori per combattere l’homelessness in tutto il mondo.
Promotrice dell’organizzazione in Italia è l’associazione sportiva dilettantistica Myland, che è nata a Milano con l’intento specifico di utilizzare lo sport e la cultura per dare nuovi stimoli e cambiare così la vita delle persone senza dimora in Italia, con il sogno di un pieno reinserimento nella società.
I giocatori italiani del la squadra “La nuova multietnica” infatti, hanno già vinto la coppa due volte, nel 2004 a Goteborg (Svezia) e a Edimburgo (Scozia) nel 2005. Sono allenati da Bogdan Kwappik, immigrato nel 1991 dalla Polonia, e stranieri sono la maggior parte dei giocatori della squadra che si sta allenando in queste settimane all’Idroscalo di Milano.
Queste le regole base del torneo di street soccer: le gare si svolgono ogni anno in un periodo di 7 giorni durante i quali vengono costruiti stadi speciali con gradinate che possono essere montate e trasportate facilmente.
Dai gironi iniziali si passa alle sfide dirette e via via fino alla finale, come in un vero torneo mondiale di calcio.
La particolarità: sul campo si affronteranno squadre miste, ognuna formata da quattro giocatori e le partite dureranno quattordici minuti con intervallo di un minuto.
Al via dunque il 6 settembre una grande iniziativa umanitaria che vedrà 500 giocatori provenienti da 48 paesi e ben 100.000 spettatori, una manifestazione calcistica che una volta tanto è all’insegna della fratellanza e della voglia di riscatto.
Un progetto concreto che è importante sostenere…diamo un calcio alla povertà!




