
Il Friuli è una delle regioni che preferisco. Ricca di storia, tradizioni, arte, splendidi paesaggi e bella gente (soprattutto le donne, secondo una leggenda nazionale) è un paradiso per gli amanti del vino e i gourmet: basti citare il prosciutto di San Daniele. Ma oggi vorrei parlare delle Valli Pordenonesi. Si trovano a circa 100 km da Venezia, nella parte occidentale del Friuli e comprendono le valli montane del Cellina, del Colvera, del Meduna, del Cosa e dell’Arzino.
Le Valli Pordenonesi si estendono tra i fiumi Livenza e il Tagliamento, sfoggiando un ambiente ancora intatto e incontaminato, con aree naturalistiche protette come il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Per gli amanti dello sport sono una palestra a cielo aperto, in un ambiente ricco di torrenti e di sorgenti, circondato dai rigogliosi boschi di latifoglie oppure da fitte faggete montane.
Ma se preferite le bellezze storico-artistiche questo è anche un luogo di tradizioni, talora molto variegate, un po’ come tutto il Friuli che da sempre è una zona di confine tra le aree orientali dell’Europa e il resto della penisola italiana. Una condizione questa, talora anche dolorosa, quando è divenuta terra di passaggio obbligato di eserciti provenienti dall’Oriente e dal Nord, ma in gran parte responsabile del suo fascino d’oggi.
Nel territorio si trovano anche i Magredi, le famose “terre magre” del Friuli, borghi annoverati tra i più belli d’Italia e stazioni sciistiche come Piancavallo L’artigianato la fa da padrone a Maniago, la città dei coltelli, dal 1400 famosa in tutto il mondo per questa sua tradizione secolare.
Tra gli altri centri va nominato Spilimbergo, conosciuta come città del mosaico, può essere considerata la capitale dell’arte musiva del Friuli Venezia Giulia, con una scuola che è punto di riferimento internazionale.
Un consiglio per visitare le Valli Pordenonesi? Andateci in un periodo di festa: non vi sarà difficile trovarlo. Ci sono molte occasioni durante tutto l’anno dove protagonisti sono i formaggi tipici come l’Asìn e il Montasio, i vini autoctoni, i salumi locali come la Pitina, le erbe nostrane, il miele, i dolci … insomma sposare la natura e la cultura con l’enogastronomia è come mettere una ciliegina sulla torta.





per un’area così bella mancano un po’ di links per saperne di più