Sì, viaggiare, ma non solo con la valigia in mano…si può viaggiare anche nel tempo e nello spazio, solo coi nostri occhi…come questo si possibile cercano di dimostrarlo gli organizzatori della quarta edizione di Fotografia Europea, la manifestazione che si è svolta dal 30 aprile al 3 maggio a Reggio Emilia, città che si conferma una della capitali italiane della cultura e che ospiterà fino al 7 giugno le mostre inaugurate durante le giornate di apertura.
Il tema di quest’anno è l’eternità della rappresentazione fotografica, vista come rappresentazione di un istante che però permette un vero e proprio viaggio nella realtà.
E infatti, che cos’è una fotografia? Un “oggetto” (oggi quasi solo virtuale, purtroppo direi) che ha la capacità di rendere eterno un momento, più o meno significante, un minuscolo frammento della storia che avviene nel breve tempo dello scatto fotografico.
L’uomo preme il pulsante e voilà, quella porzione di vita che sta davanti a lui resterà per sempre, rivedibile all’infinito ma contemporaneamente anche dissolta, in quanto nel tempo l’oggetto sparirà, al contrario della sua immagine fotografata.
E proprio da qui nasce il senso di eternità della fotografia, che ci fa vedere e rivedere qualcosa che normalmente avremmo lasciato scorrere e perdersi nel flusso del tempo.
Una foto è un ricordo, evoca sensazioni e addirittura suoni o odori del momento…ed è per questo che ognuno di noi ama alcune fotografie: quelle del diciottesimo compleanno, della gita con gli amici o dell’ultima vacanza.
E quindi la fotografia è tutto questo e ancora di più: un piccolo puntino che è in grado di aprire un grosso buco nello spazio e nel tempo, capace di trasportarci altrove e ieri, in un viaggio attraverso gli occhi della mente.
Ognuna delle immagini presentate a Fotografia Europea si pone l’obiettivo di estendere all’infinito un istante apparentemente insignificante, per mostrarci attraverso una sola rappresentazione un’emozione, uno stato del vivere, lo stile di un’epoca o di un luogo.
Insomma, bando alle riflessioni filosofiche ….se tutto questo vi affascina, non perdete l’occasione di visitare le mostre che il Comune di Reggio Emilia, oltre alla manifestazione che si è svolta dal 30 aprile al 3 maggio, ha organizzato fino al 7 giugno.
Potrete conoscere l’opera fotografica di Baudrillard, filosofo della postmodernità, di Fontcuberta, che presenta i suoi “googlegrammi”, immagini formate da parti unite attraverso norme di ricerca informatica, di Sudek con i suoi mondi magici, di Pietroniro, con i suoi musei vuoti, fino alla grandezza dei panorami naturali, per noi meravigliosi ma ormai lontani, di Signorini.
Le mostre, dedicate ai singoli artisti, si svolgono in diversi spazi espositivi e culturali di Reggio Emilia fino al 7 giugno; per creare il proprio percorso potete visitare il sito ufficiale della manifestazione dove costruire il proprio percorso attraverso le numerose sedi di esposizione, una magnifica occasione per conoscere un’importante città d’arte e cultura ancora un po’ fuori dalle rotte convenzionali del turismo italiano.




