Giocare è un’attività molto seria e può diventare anche fonte di ispirazione artistica, come mostra Play Station la rassegna che a Merano esplora il rapporto tra arte e gioco attraverso i lavori di 9 artisti contemporanei.
Vi state chiedendo qual’è il rapporto tra Playstation e arte? La mostra esplora proprio questo, e cioè il gioco come elemento fondamentale della nostra vita. I bambini, infatti, come i cuccioli degli animali, imparano a vivere, a difendersi e a collaborare, attraverso l’attività ludica. Questa è di norma la loro prima educazione.
La mostra indaga proprio la pratica del gioco dal mondo rinascimentale per passare a quello meccanico e un po’ naif dei giochi in metallo riciclato, per finire con quello più attuale elettronico dei videogiochi.
I videogames infatti sono molto simili all’arte interattiva e viene quasi spontaneo chiedersi se il giocatore debba essere considerato un performer. Nei videogames c’è molto della performance artistica: innanzitutto chi gioca si trova immediatamente sbalzato in uno spazio estraneo, uno spazio virtuale dove si entra nel momento in cui s’inizia a giocare.
Un po’ come quando si è talmente immersi e appassionati nel fare qualcosa che non ci accorgiamo quasi di ciò che ci circonda e potremmo continuare all’infinito.
E se il gioco oltre ad essere fonte di ispirazione dell’arte contemporanea, potesse essere di ispirazione anche nella nostra vita di tutti i giorni? In effetti, a volte un po’ di gioco in più non guasterebbe…




