Il termine “Déco”, affermatosi negli anni Venti e Trenta in connessione con le arti decorative, gli interni e l’architettura, passò rapidamente dal ristretto mondo degli specialisti al largo pubblico che si impadronì di questa etichetta evocativa di una moda sinonimo di modernità.
In effetti ancora oggi il Déco è sinonimo di uno stile, un gusto che segnò il periodo compreso tra i due conflitti mondiali, esprimendo una modernità associata all’eleganza e alla persuasività. Insomma dopo la Belle époque, arrivò la rivoluzione del Dèco: ma la protagonista restò sempre lei, la donna.
Smessi boa, chiffons e piume di struzzo, dimenticate le elaborate acconciature, la donna indossa nuove divise. I vestiti delineano sinuose geometrie utilizzando tessuti di produzione industriale, così come elaborati gioielli di serie, belli quanto rigorosamente falsi – w la bigiotteria! – prendono il posto dei capitali d’oro, diamanti, zaffiri e rubini che i gioiellieri d’un tempo trasformavano in pezzi unici e irripetibili.
Dov’erano boccoli e posticci compare un baschetto geometrico comme le garçons. Tra le labbra – ed è forse una dei pochi accessori che la nouvelle vogue conferma – l’immancabile bocchino.
Anche lo sguardo continua ad essere ammiccante ma con una nuova consapevolezza: la donna degli anni Venti e Trenta è certo, e sempre, oggetto del desiderio maschile ma sa di poter essere protagonista della nuova società, moglie, magari madre di molti figli, ma anche e soprattutto donna in grado di gestire imprese famigliari e non solo.
Signore e signori ecco a voi la donna moderna, protagonista a Palazzo Roverella a Rovigo, in una grande mostra il cui filo conduttore è l’arte in Italia tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento. Icona della mostra il ritratto di Wally Toscanini con una iconografia riecheggiante la Regina di Saba, realizzato nel 1925 da Alberto Martini.
Perché a partire dal 1920, con le scoperta della tomba di Toutankamon, donna e moda fanno rima con esotismo e lo stile egizio troneggia in Europa su tutti gli altri orientalismi. È così che Poiret, le coutourier Déco per eccellenza, dedica addirittura un’intera collezione al tema faraonico, presentandolo a Cannes durante “une fête égyptienne” nella stagione invernale 1920-1921.
L’idea vi stuzzica? Best Western vi regala l’Art Dèco.




