“De André non è stato mai di moda. E infatti la moda, effimera per definizione, passa. Le canzoni di Fabrizio restano”. Difficile trovare parole migliori di quelle con cui Nicola Piovani spiega questa peculiarità del cantautore genovese. Tutto passa ma Fabrizio De André resta e continua a far breccia sulle nuove generazioni. Tant’è che i suoi testi sono inseriti in molte antologie scolastiche di letteratura, perché considerati dei veri e propri componimenti poetici.
E come negarlo: La Canzone di Marinella, La guerra di Piero, Il pescatore, Via del campo, Amore che vieni amore che vai – decisamente una delle mie preferite – sono canzoni che non ti stanchi mai di ascoltare, anche nei rifacimenti di oggi. Come quelli di Morgan che ha dedicato un disco intero a De André. Alcune di queste canzoni penso di averle sempre sapute, perché mi venivano cantate al posto della ninnananna. Ogni genitore – si sa – si arrangia come può. Ma nonostante questo non mi sono venute a noia lo stesso!
Per ripercorrere l’avventura di Faber – soprannome datogli durante l’infanzia – i suoi quarant’anni di attività musicale, Genova gli ha reso omaggio con una grande mostra a Palazzo Ducale. Organizzata in collaborazione con la Fondazione Fabrizio De André a dieci anni dalla scomparsa, permette di approfondire le sue tematiche, quali l’amore e le donne, la guerra, l’anarchia, la libertà, gli ultimi, e naturalmente Genova, la sua città, ma anche di ricostruire il mosaico della sua vita attraverso videointerviste alle persone che lo conoscevano bene.
C’è tempo fino al 3 maggio per partire per un viaggio multimediale nella musica, nelle parole e nella vita di Faber a Genova… vi aspettiamo con un’ offerta speciale!




