Quanto è bello perdersi al Testaccio e fermarsi in una trattoria per un piatto di bucatini annaffiato con il vino dei Castelli…
Scordatevi la Nouvelle Cuisine o cose simili. A Roma la cucina è un’arte importante – certo – ma di sicuro non nobile. I romani hanno sempre snobbato manipolazioni dei cibi troppe complicate o raffinate, puntando invece e sulla cucina popolare.
Il romano spesso è così: verace, con pochi fronzoli, per alcuni può apparire rustico, comunque non certo scialbo o poco saporito. E così è anche la sua cucina che in certi casi pare affondare le radici nella storia più antica e prestigiosa della capitale.
Bucatini all’amatriciana, saltimbocca alla romana, abbacchio: sono piatti conosciuti e probabilmente assaggiati da tutti, almeno una volta nella vita.
Non c’è dubbio che in tavola i romani prediligano la carne. Soprattutto quelle saporite, dal gusto forte, accompagnate da verdure, ma anche piatti a base di frattaglie, come la trippa.
Preferite stare più leggeri? Non è facile ma vi consiglio di optare per i mitici primi piatti. E’ noto l’amore sviscerato dei romani per i primi di pasta: rigatoni, bucatini, spaghetti ma anche i famosi gnocchi. Addirittura si pensa che questo amore risalga agli antichi progenitori che usavano mangiare i laganum, una sorta di proto-pasta, fatta con acqua e farina e cotta in modo non ben chiaro.
A parte la storia, su tutto vince il gusto. Una raccomandazione se avete in programma di fare un salto a Roma: ricordate che il piccante qui è di casa.
Per il resto buon appetito con le nostre offerte di Primavera!




