Arte e viaggio è un binomio che ha sempre riscosso successo. L’Ottocento e il Romanticismo hanno dato il via a un legame profondo tra viaggio e scoperta di nuovi orizzonti, di paesi, di popolazioni e di culture artistiche sconosciute.
Gli scrittori viaggiatori, da Salgari a Chatwin, ci hanno portato, attraverso le loro opere, in paesi lontani, affascinanti e misteriosi. I pittori ci emozionano oggi al Museo d’Arte di Ravenna, grazie alla mostra “L’artista viaggiatore. Da Gauguin a Klee, da Matisse a Ontani”, aperta fino al 21 giugno.
Si va dall’orientalismo ottocentesco di Alberto Pasini alle avanguardie, che hanno reinterpretato con nuovi stili le suggestioni esotiche. Se amate l’arte e il viaggio, se siete tra quelli che in vacanza cercano di immortalare in uno scatto il panorama più suggestivo, non perdetevi questo evento, grazie al quale farete un tuffo a cavallo dei secoli nella mitologia del “grande viaggiatore”.
Tra i tanti illustri rappresentanti della mostra scopriamo che c’è chi si entusiasmava per le sere tunisine di “una bellezza indescrivibile” (P. Klee), e chi ricordando il mare polinesiano sospira per i “grigi verde giada” delle lagune, per le “eleganti palme” e le “bande di pesci blu, gialli, zebrati di nero” (H. Matisse), trasformando poi lo snorkeling in una fonte d’immagini, e c’è anche chi deprecando il colonialismo, rievoca gli sguardi ostili come di “pantere o leopardi” (E. Nolde) degli indigeni che il bianco l’avrebbero tranquillamente ucciso se avessero potuto e magari mangiato, visto che in questa zona era normale il cannibalismo.
E poi c’è Gauguin, che più di tutti forse nell’immaginario comune rappresenta lo sguardo dell’artista: la vita, l’arte, la cultura di popoli lontani, i paesaggi, i corpi, i colori di paesi esotici e primitivi…




