Gli italiani all’estero spesso fanno la differenza nei paesi che li accolgono. Dagli emigranti che hanno fatto fortuna partendo dal niente, ai famosi cervelli in fuga, tanto apprezzati nelle Università straniere.
Di solito si parla di uomini ma da adesso esiste un’associazione che punta i riflettori sulle donne. “Facciamo Rete ma non giochiamo a Calcio!” è lo slogan delle donne che costituiscono la rete IWW, che sta per Italian Women in the World. Si tratta di un’associazione internazionale nata per iniziativa di una giornalista televisiva Rai, Patrizia Angelini, per unire a livello mondiale le donne di origine italiana residenti in tutto il mondo. Professioniste, manager, imprenditrici e donne di cultura possono incontrarsi su questa piattaforma in un progetto di comunicazione senza confini.
E quest’anno ha preso il via anche la prima edizione del premio IWW, che si è tenuta a Firenze. Ad essere premiate giornaliste, imprenditrici, una designer, una senatrice, una suora, e direttrici di Istituti che promuovono il dialogo tra popoli, provenienti dall’India, Australia, America ed Europa. Dieci donne hanno ricevuto questa onorificenza per essersi distinte per meriti, risultati o carriera nel panorama internazionale nei settori più diversi, dal No-Profit alla Ricerca, dall’Imprenditoria alla Pubblica Amministrazione.
Tra loro le più note Barbara Alighiero, direttore dell’Istituto Cultura Italiana a Pechino e scrittrice, o la nota corrispondente di guerra, Barbara Schiavulli, oggi giornalista dell’Espresso. Ma anche storie meno note come quella della suora missionaria in India, Fabiola Fabbri, che non è rientrata per ritirare il premio per restare vicina ai bambini orfani di cui si prende cura.
Il prossimo anno l’appuntamento si ripeterà a Bologna, ma questa volta saranno le donne a premiare l’altro sesso… un altro esempio di magnanimità femminile.




