L’altitudine avvicina al cielo. Sarà per questo che il santuario di Santa Croce, che sorge a 2mila metri di quota, è uno dei più suggestivi delle Dolomiti. Complici anche le montagne e il paesaggio incantato invernale, il luogo da oltre 500 anni richiama pellegrini e turisti in cerca di contemplazione.
Il santuario, il più antico della valle, si trova in Alta Badia (in provincia di Bolzano) ai piedi del massiccio dolomitico del Sasso della Croce. Arrivarci costa un po’ di fatica: la seggiovia si mantiene a una certa distanza dalla chiesa proprio per non turbare lo splendido panorama.
Lì vicino, ad accogliere gli ospiti infreddoliti, vi è l’ospizio-rifugio di Erwin che si occupa di Santa Croce dal 1958, dopo che già il nonno aveva ricoperto il ruolo di oste-sacrestano. Erwin fin da piccolo si divideva tra il servizio ai tavoli e l’assistenza ai sacerdoti durante le funzioni. Un mestiere atipico il suo ma che rende bene l’idea dell’atmosfera che si respira quassù.
Il suo lavoro non è cambiato molto nel tempo: adesso cucina per gli ospiti, d’estate – quando ci sono le celebrazioni – aiuta il sacerdote e tre volte al dì suona le campane a mano. Il tutto con il prezioso aiuto di moglie e figlie.
Il santuario è aperto in inverno dal 22 dicembre fino a marzo per poi riaprire alle soglie dell’estate. Per raggiungerlo si sale da San Leonardo con le seggiovie Santa Croce e La Crusc, oppure bellissimo è il percorso a piedi dal paese di La Valle. Un’escursione di 5 km da fare a piedi in pellegrinaggio oppure se c’è molta neve con le ciaspole.




