Mi sarò lasciata influenzare da tutti gli scioperi che hanno attraversato l’Italia negli ultimi mesi, o dal consiglio di un’amica, o dal fascino degli anni ’80…fatto sta che, vagando tra gli scaffali della videoteca, ho scelto Signorinaeffe.
Sullo sfondo delle lotte sindacali degli anni 80, Emma, la Signorinaeffe, e Sergio si incontrano e si scontrano alla Fiat. Emma, giovane laureanda in matematica, impiegata ai piani alti, (quelli da Odissea nello spazio, come li definiscono gli operai, per via dei computer!), fidanzata con un ingegnere, incontra Sergio, operaio facinoroso, in prima linea nella lotta sindacale.
La storia d’amore di Signorinaeffe, si sviluppa nei 35 giorni di scioperi che culminano con la marcia dei 40.000, ed è un vero e proprio scontro di classe tra chi cerca di liberarsi dell’eredità operaria, ovvero Emma, origine siciliana, papà operaio e mamma casalinga, e chi l’eredità operaia la vive con tutto se stesso: Sergio.
La rievocazione storica è ottima: il film è intervallato da spezzoni di telegiornali e filmati d’epoca che danno a Signorinaeffe un tocco di realismo e fascino. Il resto lascia molto a desiderare, non convince. La recitazione sembra sempre troncata a metà, stentata, scollegata. Lunghi sguardi e grandi silenzi che non portano a niente. Peccato! L’argomento è molto interessante e avrebbe potuto dar vita ad altro.





condivido pienamente la tua opinione..
bello il tema, mediocre il film.. peccato…
per una volta non mi trovo d’accordo … il tempo del silenzio nel cinema ha un valore e un significato. è lo straniamento. è il tempo del pensiero di chi interpreta. è la lentezza interiore contrapposta alla Storia che iniziava velocemente un nuovo avvio. secondo me un cinema così è necessario in un paese dove imperano moccia e i suoi adepti ..
ecco invece cosa non mi è piaciuto: l’incontro dopo tanti anni tra i due protagonisti. lui taxista lei signora con pacchi da shopping…un finalino un po’ mieloso