
Da Fiat a Nivea sono tante le aziende che utilizzano il punto vendita a tempo determinato come veicolo d’immagine e di conoscenza del prodotto.
Il temporary shop è il discendente diretto del retail classico, fortemente influenzato della nostra quotidianità frammentata e della voglia d’occasioni di relazione.
Si tratta di un semplice punto vendita localizzato in una posizione strategica, che nelle poche settimane d’apertura è capace di far acquisire ad un prodotto una nuova immagine e visibilità. Lo scopo è lo stesso di quello di una tradizionale campagna pubblicitaria, ma l’effetto finale è quello di dare la sensazione di partecipazione ad un vero e proprio evento.
Quella che viene proposta è un’esperienza unica ed irripetibile, basata sul tempo, ma non solo: ci si sente fortunati ad essere venuti a conoscenza del nuovo negozio e felici di poter fare un’esperienza unica ed esclusiva, che tornandoci alla mente lascerà un senso di piacevole nostalgia.
Nati quasi per caso negli Stati Uniti sette anni fa, i temporary shop si sono diffusi in Italia da poco e ora, come del resto in tutto il mondo, sono letteralmente esplosi!
I precursori sono stati Levi’s con uno spazio in galleria Vittorio Emanuele a Milano nell’attesa di trovare un punto vendita adeguato e Prada, che ha presentato una sua collezione in uno spazio studiato da Herzog & de Meuron. Oggi, uno dei più famosi è l’11 (Eleven) di via Toqueville 11, che si è convertito a monobrand ospitando prima Fiat 500 e, fino al mese scorso, Alfa Mito. Un applauso anche per Nivea, che ha piantato le tende, nel vero senso della parola, nel centro di Milano, Torino e Venezia, offrendo gratuitamente trattamenti di bellezza a viso, mani e capelli.
Cosa ne penso dei temporary shop? Sono l’alba di un nuovo modo di fare shopping!





I temporary-shop sono figli del marketing esperienziale, ovvero di quelle strategie di marketing che hanno l’obiettivo di regalare un’esperienza unica, piacevole e indimenticabile al target obiettivo.
I luoghi ideali dove trovano posto i temporary-shop sono le grandi capitali europee o le grandi città in generale, perché qui c’è … tanta gente, soprattutto gente che recepisce con curiosità le novità e si fa coinvolgere con piacere in attività “insolite”. Va da sé quindi che siano dedicati a beni di consumo del lifestyle metropolitano e moderno.
In Italia sono ancora poco diffusi, purtroppo: le potenzialità di questo strumento di marketing sono sicuramente molto elevate e probabilmente sottovalutate.
Unica controindicazione: i temporary-shop si prestano principalmente alla promozione di beni/servizi di largo consumo, ovvero sono destinati ad un pubblico generico, non segmentato, questo significa che non si attagliano a tutte le categorie merceologiche.
Ciao…
sono studentessa al 3°anno di Comunicazione d’Impresa, vorrei fare la mia tesina sui temporary Shop, ovviamente con qualche esempio pratico o interviste. Potresti darm iuna dritta su libri o persone da contatatre??? Milel Grazie. Rispondi pure sulla mia mail.
ciao, vorrei segnalarvi un progetto nato da poco, si chiama WebTemporaryShop.
La dinamica è la stessa dei “temporary store” fisici, ma unita alle potenzialità dell’e-commerce.
Ciao,
anch’io sto svolgendo una tesi su tale argomento. in particolare temporary shop comunicati con azioni di guerrilla marketing. ve ne viene in mente qualcuno? in ogni caso potete segnalarmi testi che trattano tale argomento o siti?grazie per la collaborazione!
Ciao anche io sto svolgendo una tesi sul temporary shop. Potreste darmi qualche idea su libri o qualsiasi altra informazione. Grazie