Finita l’estate e il Festival del Cinema di Venezia si ricomincia ad andare al cinema, inaugurando la stagione con l’ultimo film di Ozpetek: Un Giorno Perfetto…pessima idea, devo ammettere!
Un Giorno Perfetto, tratto dal libro di Melania Mazzucco, è la storia di una famiglia divisa dalla violenza: Emma, la mamma, Isabella Ferrari e Antonio, il papà, Valerio Mastandrea sono separati da più di un anno per via dei violenti attacchi d’ira di lui che, da un lato non riesce ad accettare la separazione e, dall’altro, si rifiuta di vedere i figli, fino al tragico epilogo.
Un Giorno Perfetto è lento, con un crescente senso d’angoscia che lo pervade dall’inizio alla fine, silenzi e fermo immagine eccessivi, affollato di personaggi e storie che per le tempistiche di un film, completamente diverse da quelle del libro, non sono e non possono essere debitamente approfonditi e che, al contrario, rallentano il ritmo.
Insomma, niente a che vedere con i capolavori di Ozpetek (Le Fate Ignoranti, La Finestra di Fronte, Saturno Contro): ho avuto la sensazione di vedere il film di un altro registra, la stessa che ho avuto con Cuore Sacro, mah!
Una grande nota di merito va a Valerio Mastandrea: bravissimo, perfetto nella parte.





GRAZIE ALLA SCELTA DI Ozpetek DI NON GIRARE UN FILM SCRITTO DA LUI E’ VENUTO FUORI IL “MEGLIO” DEL REGISTA (il responsabile artistico e tecnico-professionale di un film)… IL FILM INTRECCIA UNA SERIE DI PERSONEGGI COMUNQUE ANCORATI ALLA COPPIA PROTAGONISTA, CAPACE DI TRASMETTERE TUTTA L’ANSIA DI UNA SEPARAZIONE CHE FINISCE IN TRAGEDIA… CON LA MAZZUCCO VIENE FINALMENTE MENO QUEL radical-chic PRESENTE ORMAI IN OGNI OPERA OzpetekIANA, QUELLA CONTINUA RICERCA MAL RIUSCITA DI IMITARE ALmadovar, CON LE SOLITE CENE DI AMICI LEGATI PER LA VITA, I TRDIMENTI, LE BATTUTE AUTOIRONICHE SUI GAY, LA TIPA CHE CANTA UNA CANZONE POPOLARE, E SOPRATUTTO QUEI DIALOGHI SCONTATISSIMI MATURATI CON “SATURNO CONTRO” (dal quale però è venuta fuori tutta la bravura tecnico-professionele che non lascia al caso nessuna ripresa, anzi)… UNICA NOTA STONATA PER UN FILM CHE DA QUEL CHE DEVE DARE E FINISCE COME DEVE FINIRE (non è scontato) E’ LA COLONNA SONORA, SEMMAI SI POSSA DIRE CHE CI SIA.