Vi siete mai chiesti come fa Giovanni Allevi a toccare le corde di un pubblico così vario con il suo pianoforte?

Che al suo sesto album il giovane musicista, compositore e filosofo sia un fenomeno di livello internazionale è ormai un dato certo. I suoi concerti raccolgono successi in tutto il mondo, dal Blue Note di New York a Shanghai passando per Umbria Jazz.
Ma come ha fatto a parlare al grande pubblico, giovani e non e persino ai bambini, soltanto con le note, e per di più di musica classica che, si sa, non è certo tra i generi oggi più ascoltati?
Semplice: stravolgendo i canoni che ci fanno credere che le canzoni siano apprezzate da un pubblico più vasto e che la musica strumentale sia solo per musicisti o comunque gente che se ne intende.
Per Giovanni Allevi infatti il testo scritto è un filtro che rischia di ostacolare un contatto diretto tra la musica e la sensibilità di chi ascolta. Per poter rispecchiare gli stati d’animo altrui, emozionare e coinvolgere toccando cuore, mente e anima, la musica deve avere il coraggio di essere indipendente da qualunque elemento extramusicale.
Insomma musica e basta! E la libertà di assumere vita autonoma e le forme più svariate grazie alla sensibilità di chi l’ascolta.





bravissimo..non ci sono altre parole..
ed emozionante..dal vivo poi davvero impredibile…fa venire la pelle d’oca..
allievi sarà al bluenote di milano nel mese di ottobre. il locale è bello perchè il palco è vicinissimo al pubblico che sta seduto ai tavoli bevendo e anche cenando … chissà se ci sono ancora biglietti???