Un tempo il panorama degli sport da spiaggia comprendeva beach volley e beach soccer e il resto contava poco. A fare da terzo incomodo adesso è arrivato il beach rugby, che da qualche anno sta riscuotendo sempre più successo sulle spiagge italiane, dal Salento a Lignano.
La varietà degli sport da praticare d’estate, sulla sabbia e sotto il sole, è aumentata con molti appassionati disposti a gareggiare con lo stesso agonismo riservato alle “versioni classiche” degli stessi sport. Ma, complice il fatto che negli ultimi anni il rugby si è trasformato in fenomeno di costume, quasi di moda, accompagnato da una crescente copertura mediatica, anche sulla spiaggia ha cominciato a spopolare.
Tuttavia il rugby non è uno sport da signorine, e tantomeno lo è la sua versione beach. Ecco le differenze: la palla ovale è più piccola per facilitare il passaggio e quindi più rapida, ci sono meno pause, non è previsto l’uso dei piedi, ci sono sfide 5 contro 5, invece che 15 contro 15, con un terreno di gioco ovviamente di dimensioni ridotte, sostituzioni volanti sullo stile dell’hockey su ghiaccio, e non ci sono le mischie.
Tutto queste componenti unite all’atletismo e allo spirito unico del rugby, che prevede fair play e correttezza, rendono questo sport davvero godibilissimo da vedere e, per chi ha il fisico, da giocare.
Una curiosità: il Campionato Italiano di beach rugby è stato il primo tour nazionale di questo sport nel panorama mondiale.



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