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Le stranezze dell’arte contemporanea a Roma

Non nascondo che la mia conoscenza dell’arte contemporanea è veramente limitata e che, spesso, non riesco a cogliere la genialità di pareti bianche schizzate di rosso, fili di ferro che si uniscono in forme tanto improbabili quanto bizzarre, eppure questa settimana ho rubato il Post a Venusia per raccontarvi La Quadriennale di Roma. Non ve la lasciate sfuggire, è aperta fino al 14 settembre!

99 artisti che si sono distinti negli ultimi vent’anni, oltre ad un omaggio a Luciano Fabro, scomparso nel 2007. Tantissime istallazioni, qualche quadro, video, profumi e tanto sonoro…a volte un po’ troppo: l’acustica, in alcuni momenti, lascia a desiderare e il rumore di un’opera disturba il silenzio di un’altra.

Da non perdere: Senza Titolo di Elisabetta Di Maggio, ovvero Città del Messico, Parigi e la Casbah di Algeri riprodotte intagliando ed incidendo sapone di Marsiglia, splendide e profumatissime; Centro di Permanenza Temporanea, cortometraggio di Adrian Paci, pochi minuti che affrontano con delicatezza ed ironia il dramma dell’immigrazione; Destined for Nothing di Maurizio Savini, un bellissimo orso fatto di chewingum… pacchetti e pacchetti di Big Bubbles!

La creatività non è solo degli artisti, la mostra non ha titolo: ai visitatori l’arduo compito, scrivendo a titolomostra@quadriennalediroma.org

Una nota di merito anche al Palazzo delle Esposizioni, edificio del 1833 ristrutturato di recente: 10.000 metri quadrati, 3 piani di marmi, scalinate e soffitti decorati.

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