Percorrendo la piana delle Murge, in mezzo alla distesa di uliveti secolari pugliesi, non si immagina che a qualche metro di profondità la natura abbia potuto fare uno dei suoi incantesimi più sorprendenti. Si tratta delle Grotte di Castellana un complesso di cavità sotterranee di origine carsica che quest’anno celebra i primi settanta anni dalla sua scoperta.
Detto così, in termini scientifici o per meglio dire speleologici, non suona tanto affascinante… ecco che mi spiego meglio. Le grotte si estendono per circa 3 chilometri, fino a raggiungere una profondità di 70 metri, e lungo il percorso la natura si è sbizzarrita a creare forme fantastiche scolpendole nella pietra carsica.
È merito delle piogge, che nel corso dei secoli si sono infiltrate nelle fessure delle rocce superficiali, se adesso si possono ammirare forme da effetti speciali. Se avete bambini si divertiranno moltissimo a indovinare le figure e le somiglianza con le forme del mondo esterno.
Nella prima caverna, ad esempio, ci si imbatte in una lupa romana, un cammello, vari cactus e persino un castello. Seguono la coppa di Champagne, il Duomo di Milano e – perché no? – anche la Torre di Pisa. Ma la vera attrazione è la Grotta Bianca, che per suo candore è soprannominata la cavità più splendente del mondo.
Se vi trovate nei dintorni di Bari in questo periodo vi consiglio di farci un salto di notte, quando le stalattiti, stalagmiti appaiono ancora più magiche.



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