Scopro, con il passare del tempo, che il Festival del cinema di Berlino ha un cartellone sempre molto interessante… L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza, di Cao Hamburger, ne è l’ultimo esempio.
Mauro, dodicenne figlio di due attivisti politici, viene portato dai suoi genitori in fuga dal regime (in vacanza per il piccolo Mauro), a casa del nonno a San Paolo, pochi giorni prima dell’inizio di quei mondiali che nel 1970 porteranno il Brasile a vincere la coppa del mondo. Il nonno, in realtà, è stato colpito da un infarto e Mauro si trova, solo e abbandonato, in una città che non conosce, nel quartiere ebreo di Bom Retiro, dove il vecchio Shlomo cercherà di prendersi cura di lui.
L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza racconta un pezzetto della storia del Brasile di quegli anni, oscillando tra l’euforia dei mondiali di calcio e l’opposizione al regime, i giochi tra i ragazzini del quartiere e la solitudine di Mauro, le tradizioni della comunità ebraica e l’album di figurine. È un film estremamente toccante, senza scivolare nel patetico, molto divertente ma mai frivolo, con alcune battute memorabili.
La dittatura, l’esilio, gli scontri politici, il clima di terrore del 1970 non vengono mai affrontati d’impatto: tutto ci viene restituito dagli occhi di Mauro. L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza è un’ottima scelta, prima di partire per le vacanze… quelle vere naturalmente!





Complimenti al regista e agli attori.bambini de L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza, sono daccordo è un film toccante ma anche ironico e, cosa difficile quando si lavora con minori, non scade mai nella ‘ruffianeria’, nel bozzetto, nel sentimentalismo di maniera. insomma il film mi è garbato assai, forse anche perchè all’epoca avevo più o meno l’età del protagonista e quella partita me la ricordo benissimo (solo che io tifavo italia); di tutto il resto anch’io ero ignara e ne avrei saputo solo qualche anno più tardi.
ed ora in vacanza!