Morbide colline che si distendono sulla pianura, ora punteggiate da pievi e abbazie, ora da case rurali, ma anche ville e palazzi nobiliari che impreziosiscono il territorio. Tutto questo e molto di più sono i Colli Bolognesi.

Da sempre meta delle gite fuoriporta degli abitanti della vicina città, di recente sono stati scoperti anche come nuovo giacimento di un turismo enogastronomico di qualità. Ho avuto la fortuna di trascorrerci un weekend e sarà difficile dimenticarli.
Tartufo bianco (di Savigno), ciliegie, salumi, parmigiano reggiano… e poi non scordiamo che qui è nata già a metà anni ’90 una delle prime “strade” dei golosi d’Italia, la Strada dei vini e dei sapori Città, Castelli, Ciliegi.
Sono luoghi dall’aspetto sereno e accogliente, i Colli Bolognesi, scrigno di sapori genuini e di una zona vinicola ancora tutta da scoprire. Anche se storicamente questa è sempre stata una zona vocata alla vite: i primi documenti custoditi nelle abbazie di Monteveglio e Nonantola risalgono a prima dell’anno Mille!
Fino agli anni ’80 i bolognesi venivano qui a rifornirsi di vino in damigiana. Oggi invece sono 35 le aziende che producono e immettono etichette proprie sul mercato nazionale e internazionale. I Colli continuano ad essere la cantina di Bologna, dove comprare ancora ottimo vino sfuso, ma la fama del loro vitigno autoctono, il Pignoletto, arriva ben più lontano.
La parte più storica dei Colli Bolognesi è compresa a sud della strada provinciale Bazzanese e a ovest della Porrettana, praticamente a due passi dalla città. Come scordare la vista delle Due Torri che si gode da molti vigneti o le villeggiature di nobili famiglie bolognesi, come gli Albergati, i Marescalchi, i Ranuzzi, i Malaspina o i Cavazza Isolani…





[...] Ho avuto la fortuna di trascorrerci uno squisito week-end (in tutti i sensi) in ottima compagnia, e il tutto è testimoniato dalla penna esperta dell’amico Virgilo Pronzati su Tigullio Vino, oltre che da un mio post più scanzonato su What you love. [...]