“Se non potete parlare bene di qualcuno, non parlatene affatto”. Con questa frase di Rosa Falasca Andreotti inizia Il Divo, l’ultimo film di Paolo Sorrentino, interamente dedicato alla figura di Giulio Andreotti, dagli inizi degli anni Ottanta fino al processo di Palermo. Tale madre, tale figlio, mi viene di dire, visto che Andreotti, quello vero, non ha apprezzato particolarmente il film!
Forse perché Paolo Sorrentino, ne Il Divo, ripercorre la storia italiana di un decennio critico, ambiguo, violento, un decennio di mafia, morti ammazzati, un decennio sul quale troneggia Giulio Andreotti, sette volte Primo Ministro, quasi Presidente della Repubblica. È proprio intorno a lui che ruota il film e secondo molti… la storia del Bel Paese.
Grandi meriti a Tony Servillo talmente calato nella parte da non riuscire a riconoscere il Giulio vero da quello falso: stesso sguardo, stessa espressione, stesse movenze (anche stesse orecchie: la magia del trucco!). E a tutti gli altri interpreti, che hanno dato prova di grandi capacità; prima fra tutte, secondo me, Anna Bonaiuto nel ruolo di Livia Andreotti, la moglie del Divo.
Al di là della trama che è la storia italiana, riletta, interpretata, tradotta in chiave cinematografica, Paolo Sorrentino prova a svelarci il volto umano di Giulio Andreotti, con qualche piccolo episodio sparso qua e là durante il film: la sua passione per il gelato, il concerto di Renato Zero che Il Divo guarda comodamente seduto in poltrona, la signora Enea, la sua assistente personale, che lo esorta a stare dritto con le spalle “altrimenti le viene la gobba, Presidente”. Ma in questo, a mio avviso, Sorrentino fallisce: gli elementi sono pochi, veri, falsi o semplici leggende metropolitane, chissà! Giulio Andreotti rimane un personaggio estremamente privato della nostra vita pubblica.
Che il film avrebbe scatenato polemiche, c’era da aspettarselo! Il tema è scottante, la storia, le vicende di quegli anni sono ancora troppo vicine, vive nei ricordi di molti, ma soprattutto troppo ambigue, irrisolte… la solita storia italiana, insomma!





fantastico questo film peccato che la stanchezza della giornata abbia avuto il sopravvento !
la mascalzonata a dire dello stesso andreotti poi ritratta dopo avere visto che il film aveva vinto a cannes è proprio nelle corde del nostro senatore a vita … ma quanto sarebbe bello poter entrare nel suo archivio di ricordi, 50 anni di storia repubblicana svelati così in tutti i loro aspetti.
solo un commento su toni servillo, attore feticcio di sorrentino, volto indimenticabile anche con quel paio di orecchie ..
e’ sopratutto l’immagine da MUMMIA di Toni Servillo che rende l’idea fisica di Andreotti
Il film è Surreale in modo realistico