Quando si prova l’esperienza di essere madre il più delle volte si è in compagnia di un uomo che sulle prime fatica a ritagliarsi un ruolo ma poi con il passare dei giorni è sempre più presente e attivo. Mio marito è passato dalla fase: “I padri servono per fare la spesa, buttare i pannolini e comprare il latte” a quella di “giocattolaio che svolge la funzione ludica più di ogni altra”. Fin qui tutto bene, anche se mi piacerebbe conoscere le vostre esperienze come madri e come padri!
Poi però, e c’è sempre un però, nonostante siano disponibili e presenti, non so perché gli manca sempre un quid. Quell’elemento di organizzazione e di pensiero che comunque abbiamo noi mamme e che, a volte, vorremmo che qualcun altro avesse per noi.
Chi pensa alla cena della famiglia e alle verdure per il piccolo? Chi organizza le lavatrici e non fa mancare mai i body al bambino? Chi deve pensare alla sua salute e tenere i conti delle vaccinazioni oppure prenotare il pediatra? A casa mia sempre io: se delego qualcosa il padre lo fa, ma l’iniziativa è più difficile.
È perché è mio marito o è una regola dei padri? E voi uomini come vi sentite e soprattutto perché fate così e cosa vi impedisce di prendere l’iniziativa, forse proprio noi?
Aiutateci ad aiutarvi! Ad avere un ruolo attivo che non sia limitato al gioco, anche se devo dire sono a volte molto invidiosa!





Carissima La Giò,
ovviamente parlo per esperienza personale, non condivido in alcun modo il tuo post, in quanto un papà, con la P maiuscola o con le P…. più grandi ancora, dovrebbe essere partecipe fin dai primi giorni di vita del bambino.
Sono momenti indimenticabili con cui si solidifica, da subito, il rapporto con il proprio figlio e aiuta a capire meglio le sensazioni e le esigenze della mamma/compagna.
Una cosa che non mi ha mai pesato, anzi gratificato, era allattarlo, ovviamente con latte materno tirato, nel mezzo della notte,
Ascoltare il suo respiro nel silenzio più totale, soli io e lui avvolti dal buio della notte, vederlo cambiare giorno dopo giorno, cercare la dolce stretta delle sue manine sono e saranno sempre sensazioni senza prezzo.
Ho sempre diviso i compiti quali fare la spesa e cucinare con mia moglie, ormai al giorno d’oggi sono poche le famiglie che si possono permettere di avere un solo lavoro e ancora meno quelle che si possono permettere un aiuto esterno per il proprio bambino.
La parte ludica del papà viene fuori prma e predomina su quella femminile per i primi anni poichè la mamma tende sempre ad essere più apprensiva e premurosa nei confronti del proprio piccolo, con frasi del tipo, non farlo sudare troppo, attento ci sono i mobili….. e sono anni che sono lì, gli hai lavato le mani??….. ecc.
Un piccolo consiglio: parlare fa sempre bene al rapporto di coppia e se ti manca la presenza del tuo compagno in alcuni momenti è giusto che tu lo faccia presente o coinvolga maggiormente nei compiti di tutti i giorni o negli piccoli impegni della vita.
Ciao.
Bonen
A difesa dei papà che non prendono l’iniziativa posso dire che a volte noi mamme siamo un po’ “castranti”: quando capita che prendano qualche iniziativa lodevole, come ad esempio portar fuori il pupo per lasciarci un po’ di respiro, magari partiamo con una delle nostre frasi tipo “non farlo sudare” oppure”si, ma tornate per ora di pranzo” (ma va? pensavo di far morire di fame nostro figlio) o banalità simili che, se effettivamente mi trovassi dalla parte dei papà, mi manderebbero in bestia. A nostra discolpa, però, dico che queste raccomandazioni superflue probabilmente ci vengono fuori senza prima passare dal cervello, perchè quando si diventa mamme si è come “possedute” ed è più forte di noi… a volte non possiamo fare a meno di dire la nostra per sottolineare che la mamma è fondamentale ed è l’unica detentrice della saggezza. E’ anche vero, però, che non tutti i papà sono disponibili ed elastici e che anche quelli più disponibili ed elastici spesso mancano un pochino di senso pratico. E soprattuto che, purtroppo per noi mamme, ci sono alcune cose che sembrano essere assolutamente incompatibili con il dna maschile, coem ad esempio le lavatrici per non far mancare i body, e non solo, al bambino, o le “torture” cui si è costretti a sottoporre il pupo quando si ammala, per somministrargli medicine, fargli lavaggi nasali, aerosol e tutte quelle “piacevoli” operazioni per cui, dopo una lotta serrata e fiumi di lacrime, ci sentiamo anche terribilmente in colpa, pur sapendo che è per il loro bene. Ma quest’ultima frase non l’ho scritta io, l’ha scritta la mamma ansiosa che ogni tanto si impossessa di me!
Cara la Gio’, sposo pienamente la tesi di Papàmodello. Non so quale si il rapporto con tuo marito, ma e’ gia dal momento della nascita che comincia l’avventura, indimenticabile, e dal quel momento ti rendi conto che tua moglie ha bisogno di te e altrettanto tuo figlio. Per quanto mi riguarda non abbiamo mai programmato i ruoli ( chi fa cosa ). Che tristezza sarebbe. i pannolini , la spesa, le cure tutto condiviso. Che significa “fasi” non ci sono fasi io direi crescita. Se fossi in te non generalizzerei se ti senti che qualcosa non va con tuo marito parlane .
COMPLIMENTI A MAIO, POCHI SANNO RIFLETTERE
E CAPIRE COME LUI , IN PARTICOLARE NON ESSERE TROPPO EGOISTI ,AIUTANDO LA MADRE DI TUO FIGLIO
nel rapporto con il nostro bambino di quasi tre anni, il papà è proprio la figura paterna classica. con la differenza che è stato lui il primo a prenderlo in braccio essendo il piccolo nato con cesareo d’emergenza.
credo che il proprio modello paterno sia un punto di riferimento con il quale è difficile non confrontarsi. i padri dei padri di oggi non cambiavano pannolini, baciavano i bimbi durante il sonno e non si sarebbero mai sognati di far loro pappine e biberon. secondo me hanno fatto parecchi progressi tranne forse quello di mettere ai bambini il cappello quando inizia a tirare quel certo vento …
Ciao a tutti!
Non sono mamma e non sono papà ma proverò ad immedesimarmi e a dire quello che penso e vedo.
Credo che sarebbe tutto molto più semplice se non ci fossero i problemi pratici.
Si finisce per incentrare tutto il proprio tempo su quegli elementi tanto marginali e noiosi ma così tristemente presenti.
Sento di donne che corrono dopo il lavoro, part-time naturalmente per stare più vicino al proprio bambino e/o per risparmiare i soldi per la babysitter, verso casa, verso la scuola, con il terrore di perdere il treno e con l’immagine di un bambino terrorizzato che rimane solo all’uscita di scuola.
Perché si finisce sempre per perdere quella spontaneità così vitale, così indispensabile per godere appieno della propria vita? Forse la colpa è anche un po’ nostra che a lavoro siamo così abili nell’attribuire un peso, una “priorità”, ai nostri incarichi, ma che davanti alla nostra vita diventiamo tanto impacciati e maldestri!
Voglio dire che sarebbe bello essere semplicemente noi stessi, senza colpevolizzarci o colpevolizzare, solo una mamma e un papà, un po’ “incasinati” forse, e magari in ritardo di 5 minuti, che corrono da un bambino un po’ spaventato all’uscita di scuola…chissà, magari scopriamo che ci aspetta con un sorriso.
Forse per essere dei bravi genitori non bisognerebbe essere troppo severi con se stessi e dare il giusto peso alle cose.
Chiedo scusa alle vere mamme e ai veri papà. Mi sono spinta in un terreno delicato…
ciao a tutti. Papà modello? io non l’ho avuto molto affettuoso anzi sempre arrabbiato e avrei voluto che i miei figli potessero avere il padre che io non avevo avuto e invece…un padre che non ha saputo e voluto fare il padre e i miei figli che hanno un rapporto conflittuale con lui. Mia figlia ha superato con il tempo questa lacuna, mio figlio no e ha tagliato per adesso ogni rapporto con il padre.(sono divorziata) Purtroppo è difficile fare i genitori ma alcuni non impareranno a farlo mai.