Il cicloturismo sta diventando il nuovo tormentone delle vacanze anche in Italia. Gli appassionati sono già circa 3 milioni. Pochi se paragonati ai 20 della Germania ma sarebbero senz’altro molti di più, se solo ci fossero più piste ciclabili.
Lo dice una fanatica della bicicletta, anche in città. Pur di non usare altri mezzi di trasporto sono pronta a pedalare per ore in qualsiasi condizione. Traffico, pioggia, pozzanghere, marciapiedi… ops, quelli sarebbero per i pedoni.
Molto meglio pedalare nella natura, lontano dallo smog e magari in vacanza. La ciclovacanza in Europa è sempre più di moda. Addirittura si stima che nel 2020 il turismo legato alla bici porterà un giro d’affari di 21,5 miliardi di euro (vedi il progetto EuroVelo).
Ma anche i nostri connazionali sembrano apprezzarla sempre più. Uscendo dal cliché dell’impresa sportiva estrema per pochi allenati, si sta diffondendo un cicloturismo “tranquillo”, sia per brevi escursioni domenicali che per lunghe vacanze, con nuovi protagonisti di tutte le età: giovani, famiglie con bambini, anziani…
Ecco qualche consiglio. Per i dilettanti le città della riviera romagnola (Rimini, Riccione, Ravenna…) sono dotate di lunghe ciclabili. I più allenati nella stessa regione possono optare invece per le colline a est di Bologna.
In alternativa si può affrontare il vecchio tracciato della ferrovia umbra, un percorso pittoresco ed ecologico tra la Valle Umbra e la Valnerina. Nel nord Italia la scelta per il cicloturismo è molto ampia. Dai laghi di Lombardia al Triveneto fino ai fuoripista sulle Dolomiti in mountain bike.



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Senza dubbio sara’ bellissimo ma credo anche molto faticoso.O no
Se non sei allenato è faticoso ma riesci a vedere dei posti meravigliosi, ad incontrare nuovi amici a respirare aria meno inquinata (io vivo a Milano)