Sì, i prezzi delle case di questo quartiere fanno paura (come del resto in tutta Roma). Però c’è un motivo supplementare per rabbrividire quando si passeggia, specialmente di notte, per le eleganti e un po’ fatate strade del quartiere Coppedè.
Siamo nella Capitale, tra la Salaria e la Nomentana, e queste case dall’architettura un po’ gotica e un po’ fiabesca, un po’ art deco e un po’ barocco, ci dicono che siamo stati catapultati nel progetto partorito dallo stravagante architetto Gino Coppedè e realizzato tra il 1913 e il 1927.
Diciassette villini e ventisei palazzine che sembrano abitate da eleganti streghe e compunti maghi, ma che invece più prosaicamente devono essere la residenza di ricchi uomini d’affari o di qualche personaggio dello spettacolo. Ma che potrebbero essere abitati anche da un efferato (e agiato) serial killer che si diverte a massacrare con mano esperta le giovincelle che gli/le capitano tra le mani.
O almeno è ciò che ha immaginato Dario Argento, visto che ha scelto le strade di questo quartiere come location di ben due dei suoi gialli: Inferno e L’uccello dalle piume di cristallo. Perciò, non per instillare il panico, ma quando passeggiamo per il quartiere Coppedè, guardiamoci le spalle.





