Correva l’anno 1999 e il cinema italiano doveva essere davvero alla canna del gas se qualcuno osò girare, produrre e distribuire un film dal titolo Alex l’ariete il cui protagonista era, udite udite, Alberto Tomba. Lui, che per tutto il decennio precedente aveva dominato le cronache sportive d’inverno e quelle rosa nelle altre stagioni, quel Tomba la bomba che aveva fatto sognare stuoli d’italiani intirizziti ai bordi delle piste da sci, recitava (recitava?) in un film che il Morandini, la bibbia dei cinefili, ha signorilmente bollato come produzione “al livello infimo del cinema basso italiano”.
Ma l’Albertone azzurro non fu l’unico uomo delle nevi a scivolare davanti alla cinepresa. L’aveva preceduto Gustavo Thoeni che, nel 1981, tra una discesa e l’altra aveva fatto il cascamorto con una implume ma già maggiorenne Antonellina Interlenghi, nell’immortale pellicola Un centesimo di secondo: “patetismo retorico al di là di ogni immaginazione”, chiosa con il suo consueto aplomb il Morandini, attribuendo il “diploma di merito per chi l’ha visto”.
Insomma, pare che cinema e giochi olimpici invernali non vadano molto d’accordo. Eppure potremmo ricrederci. Perché il torinese Museo della Montagna ha raccolto tutti i cimeli, i manifesti, le pellicole, insomma le prove dell’esistenza di un filone cinematografico che grazie al cielo non ha visto come unici esponenti i due campioni nostrani. E ci ha fatto una mostra che ha luogo dal 12 dicembre al 18 maggio. “Winter olympics stars – il cinema dei campioni” è il reboante titolo della exhibition of winter sports che propone immagini, filmati e reperti di ogni genere riguardanti i vari Sonja Henie, Jean Claude Killy, Toni Sailer, e tanti altri campioni del ghiaccio e delle nevi prestati alla settima arte. Una full immersion nelle vette delle montagne e negli abissi del cinema. Ma forse non sono tutti così negati come Alberto e Gustavo. Forse.





DALLE STELLE…..ALLA POLVERE
CON QUEL FILM …. e le beghe finanziarie,
mi ricorda il Fabrizio Corona di oggi!!!