Puntualmente, a ogni Capodanno, c’è il folle che si tuffa nel Tevere. E poi ce ne sono altri che si tuffano in varie acque del mondo. Comitive di scervellati si danno appuntamento seminudi in battigia, a Pescara, a La Spezia o a Marsiglia, e sguazzano per qualche minuto nelle acque gelide, fino a rischiare la congestione.
Bello sarebbe invece tuffarsi in acque più tiepide. Se si hanno abbastanza soldi e poca fantasia la soluzione è: Capodanno ai Caraibi (niente a che vedere coi cosiddetti cinepanettoni). Però per chi resta nella cara, vecchia e fredda Europa e non vuole arrivare fino in Islanda a immergersi nelle acque decisamente calde (40°C) della cosiddetta Laguna Blu (anche perché a quel punto tanto vale arrivare ai Caraibi), la soluzione c’è. E si chiama Viterbo.
La città dei papi, oltre ai numerosi monumenti medievali, offre anche una particolarità: le Pozze. Sono sorgenti di acqua sulfurea sparse intorno alla città, dove meno te l’aspetti. La più famosa è la sorgente del Bulicame, le cui acque sulfuree sgorgano belle calde a 55°C. Alcune di queste pozze sono state addirittura ristrutturate dal Comune di Viterbo, che le ha rese accessibili. Talmente accessibili che ci vanno in qualunque ora del giorno, anche di notte. Naturalmente il periodo d’elezione per frequentarle è l’estate, ma anche d’inverno non è raro trovare degli avventori che cercano un po’ di riparo dai rigori del clima immergendosi nell’acqua bulicante. Invitante, no? Tanto invitante che di quest’attrattiva si è recentemente occupato anche il New York Times.
Certo, in giro per l’Italia esistono anche numerosi stabilimenti termali nei quali è possibile restare a mollo anche a Capodanno. Ma vuoi mettere il sapore di conquista che dà il crogiolarsi nelle selvagge pozze di Viterbo?






Evviva la Tuscia! Ci da sempre grandi soddisfazioni….